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L'ansia pre- gara la si costruisce giorno per giorno

“All’improvviso mi ha preso l’ansia e non sono riuscito a fare la gara che avrei voluto.”

 

Mi capita spesso, sui campi gara, di sentire gli atleti parlare dell’ansia come che se fosse qualcosa che cade dal cielo all’improvviso, in realtà in pochi sanno che l’ansia la si costruisce giorno per giorno.

L’ansia pre- gara ha origine nella mente e si nutre dei pensieri negativi e delle insicurezze dell’atleta: quando il focus mentale è sui propri punti deboli e sulle difficoltà che si potrebbero incontrare durante la competizione il livello di attivazione si alza, a volte a tal punto da dare origine a quella che in psicologia dello sport viene definita “ansia pre- gara”.

 

È POSSIBILE PREVENIRE E GESTIRE L’ANSIA?

Certo che sì! E lo si fa intervenendo sui fattori di rischio che la alimentano, ovvero:

vObiettivi irrealistici e mal formulati;

vDialogo interiore disfunzionale, pessimista e negativo;

vScarsa percezione di auto- efficacia;

vRespirazione corta e veloce;

vTensioni corporee legate al rimuginio mentale.

 

OBIETTIVI IRREALISTICI E MAL FORMULATI

Un errore che l’atleta può commettere consiste nel porsi obiettivi irraggiungibili e focalizzati esclusivamente sul risultato.

Perché questo atteggiamento mentale alimenta l’ansia?

Perché il risultato non dipende esclusivamente dall’atleta e concentrarsi su un obiettivo che non possiamo pienamente controllare ci mette in uno stato emotivo di insicurezza, dubbio e paura.

Una buona abitudine mentale invece è quella di individuare e tenere la propria attenzione su uno o più OBIETTIVI DI PERFORMANCE, i quali sono pienamente sotto controllo dell’atleta e alimentano quindi motivazione, entusiasmo e curiosità, stati d’animo acerrimi nemici dell’ansia.

 

DIALOGO INTERIORE DISFUNZIONALE E NEGATIVO

Nel pre gara il pensare continuamente a cosa possiamo sbagliare e a quali imprevisti potrebbero capitare è di per sé improduttivo, l’unico effetto che l’atleta otterrà è quello di sentirsi più agitato.

Ecco perché è importante esplorare con l’atleta i pensieri che lo accompagnano nel pre- gara al fine di imparare ad utilizzare il pensiero per prepararsi alla competizione, anziché per preoccuparsi.

 

SCARSA PERCEZIONE DI AUTO EFFICACIA

C’è un tempo per lavorare sulle proprie aree di miglioramento (allenamento) e c’è un tempo in cui l’atleta deve pensare esclusivamente ai suoi punti di forza (gara), se ciò non avviene l’atteggiamento mentale insicuro e titubante non metterà l’atleta nella condizione mentale e fisica di esprimersi al meglio.

 

RESPIRAZIONE E TENSIONI CORPOREE

Quando formuliamo dei pensieri negativi il nostro respiro cambia, accelera, incameriamo meno ossigeno e creiamo delle tensioni a livello corporeo: tutto ciò, in un pre- gara, porta via energie preziose all’atleta, ostacola un pieno recupero psico- fisico e innalza i livelli di attivazione creando nell’atleta un terreno fertile per l’ansia.

Ecco perché è importante, oltre ad imparare a controllare i propri pensieri, inserire nel pre- gara esercizi di respirazione diaframmatica e di rilassamento: in questo modo l’atleta allena il proprio corpo a reagire con meno stress di fronte ad eventi attivanti come una competizione sportiva.

 

Per esperienza, dietro ad un atleta che soffre di ansia pre- gara ci sono sempre uno o più di queste abitudini e atteggiamenti mentali da correggere e modificare e lo si fa proponendo all’atleta esercizi di mental training mirati che possiamo suddividere in due categorie:

ü  Le tecniche che utilizzano il corpo per placare la mente, quali respirazione diaframmatica, rilassamento e routine pre- gara;

 

ü  Le tecniche che utilizzano la mente per quietare il corpo: self talk training, goal setting, esercizi di visualizzazione mentale, compilazione del diario di gara.

 

 

ANSIA PRE- GARA NEI BAMBINI E ADOLESCENTI

Sentirsi ATTIVATI prima di una competizione sportiva è assolutamente normale e funzionale perché il corpo si sta preparando ad affrontare una sfida importante, tuttavia a volte i bambini si spaventano di ciò che provano e proprio questo spaventarsi può portare a sviluppare ansia pre- gara.

Ecco perché è importante aiutare i bambini a comprendere cosa accade al loro corpo e alla loro mente prima di una gara: più si conoscono, meno si spaventano e più imparano a gestire le loro emozioni precedenti la competizione sportiva.

 

Per maggiori info scrivimi una mail ad: info@claudiamaffi.it

Dott.ssa Claudia Maffi (psicologa dello sport)