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FORTUNA E DESTINO VERSUS  MERITI E RESPONSABILITÀ E TU DA CHE PARTE STAI?

In questo articolo parleremo di “Locus of Control”, termine coniato per la prima volta dallo psicologo statunitense J. B. Rotter e letteralmente si può tradurre come “centro di controllo”; In psicologia dello sport il locus of control può essere interno oppure esterno e fa riferimento a quanto controllo l’atleta sente di poter esercitare sulla sua prestazione; In questo senso, ripensando alla propria esperienza, ciascun biker potrà sentirsi più affine ad una di queste due principali categorie: 


I Biker con un locus of control interno si sentono i principali responsabili della performance atletica, pertanto tendono ad attribuire il verificarsi di errori, forature, le cadute, gli insuccessi ad aspetti legati all’allenamento, ad errate strategie nella preparazione della gara ed alle proprie capacità, tutti fattori “interni” all’atleta e quindi sotto il suo diretto controllo; Allo stesso modo, in caso di successo e di obiettivi raggiunti, il biker sarà ben lieto di riconoscersi i propri meriti, imputandoli alle sue abilità atletiche e strategiche, all’impegno e alla perseveranza impiegati nel preparare gli appuntamenti attesi.

Questi sono i biker che, nelle interviste post- gara e parlando con gli amici, raramente citeranno la sfortuna/o la fortuna per giustificare i propri risultati; di fronte ad una foratura saranno i primi a dire “Colpa mia! Ho sbagliato a prendere la traiettoria ed ho forato. Questo errore mi è costato caro sul risultato finale.”

Quali i vantaggi di aver sviluppato un centro di controllo interno?

o   I biker con questo atteggiamento mentale, di fronte all’imprevisto ed alle difficoltà, anziché urlare alla sfortuna prendendosela con un destino avverso, tenderanno a portare immediatamente l’attenzione su tutto ciò che è sotto il loro diretto controllo per trovare una soluzione utile a salvaguardare la prestazione.

o   Di fronte ai successi personali i corridori con un “centro di controllo interno” non cercano di minimizzare il risultato, bensì sanno prendersene il merito riconoscendo le proprie abilità, atteggiamento che assicura nutrimento continuo alla propria auto- efficacia.

 

o   I corridori che hanno sviluppato un centro di controllo interno sanno riconoscere la propria parte di responsabilità negli obiettivi mancati il che aumenta la percezione del biker di avere in prima mano il controllo sulla prestazione; Dove c’è uno sbaglio c’è sempre uno stimolo a migliorarsi, interpretare così gli insuccessi rafforza il principio di responsabilità.


ü  I Biker con un locus of control prevalentemente esterno, all’opposto, tendono ad imputare il mancato raggiungimento degli obiettivi a cause esterne indipendenti dal proprio controllo “Che sfortuna aver forato! Avrei potuto giocarmi la vittoria! Sono ripartito ma ormai mi ero deconcentrato, sapevo di aver perso molte posizioni! È proprio destino che in questa gara non vada mai come voglio io!”

È tipico del biker con un centro di controllo esterno pensare che la prestazione sia controllata più da fattori esterni, come la sfortuna o il destino, piuttosto che dalle proprie abilità atletiche, di gestione strategica e dalla capacità di gestire mentalmente la prestazione.

 “Che sfortuna! dopo aver forato la deconcentrazione mi ha portato a perdere sempre più posizioni..” queste parole, espresse con rassegnazione da un corridore, lasciano intendere che la deconcentrazione sia stata percepita come l’ennesima sfortuna, una diretta conseguenza dell’aver forato: come se la deconcentrazione fosse qualcosa di esterno al biker, una cosa che non si può controllare e gestire. Vi ricordo che, in realtà, la concentrazione è un’abilità mentale sotto diretto controllo dei corridori e per quanto forare sia un fatto antipatico, ancor più se i punti assistenza sono lontani, la capacità di mantenersi concentrati sulla prestazione, tenendo alta la motivazione a recuperare le posizioni perse, non dipende ne dalla fortuna né dal destino, è questione di volontà.. e la volontà dipende solo dal biker.

Altra tendenza diffusa fra i corridori con un centro di controllo esterno consiste nell’abitudine a minimizzare i traguardi conquistati “Ma si, ho vinto però non c’era tanta gente forte!”, piuttosto che “è stata tutta fortuna, lui è andato in crisi di fame e io ho avuto la meglio!” Le crisi di fame non sono questione di fortuna/ sfortuna bensì sono conseguenze di una mal gestione dal punto di vista alimentare in gara e se il corridore che ha vinto la competizione da questo punto di vista ha saputo gestirsi meglio del suo avversario, perché non riconoscersi questo merito, rinforzando la propria auto- efficacia?

Se qualcuno di voi rivede in sé alcune tendenze tipiche del Locus of control esterno, attenzione! Quali sono i rischi?

o   Demotivarsi più facilmente di fronte agli ostacoli ed alle difficoltà perché vissuti come indipendenti dal proprio controllocapitano sempre tutte a me. Io mi preparo dando il massimo e poi in gara succedono sempre troppi imprevisti!”. Ricordate che gli imprevisti ci sono, fanno parte della gara, ma l’atteggiamento mentale con cui reagite agli imprevisti siete sempre e solo voi a deciderlo: potete scegliere di restare con la mente a rimuginare sull’imprevisto oppure riprendere in mano le redini della prestazione ancora sotto il vostro controllo;

 

o   Imputare i propri successi alla fortuna impoverisce la percezione di auto efficacia. Imparate piuttosto a riconoscere e valorizzare, nei successi ottenuti, le vostre abilità. Dalla percezione di auto efficacia, infatti, deriva l’atteggiamento con cui si affronteranno le prossime gare.