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NON BASTA SPINGERE SUI PEDALI! NELLA MTB CI VUOLE LA TESTA!! - DALL'INTERVISTA A FRANZ HOFER

Franz Hofer, biker altoatesino, ex campione italiano cross country nel 2002; nell’articolo di oggi condividerà con noi il suo approccio mentale alla mtb.

 

Franz, quanto conta la testa nel tuo sport? La testa in questo sport conta quanto le gambe, se non di più: se in una giornata hai la gamba ma ti manca la testa, non vinci! Invece se la gamba non è al top ma hai la testa puoi vincere lo stesso.

 

In passato so che hai lavorato con uno psicologo dello sport, in cosa ti è stato utile?

Si, ho lavorato con uno psicologo dello sport e dal lavoro fatto insieme ne sono uscito più determinato in tutto: determinato nel momento di prendere delle decisioni, determinato nelle scelte degli allenamenti e più determinato nell’avvicinarmi agli appuntamenti importanti.

 

Uno degli obiettivi del Mental training, come ci ricorda Franz Hofer, consiste nel rafforzare la percezione di auto- efficacia individuale; per l’atleta è importante imparare a trovare sicurezza nei suoi punti di forza, dentro di sé. Cercare sicurezza all’esterno infatti è controproducente perché ciò che è fuori da sé non lo si può mai controllare completamente e più si cerca il controllo all’esterno più si diventa dipendenti dal bisogno di controllare tutte le variabili in gioco: un circolo vizioso, destinato all’insuccesso, che porta via tante energie fisiche e mentali.

 

Transalp nel 2014 in coppia con il tuo ex compagno di squadra Daniele Mensi, esperienza replicata nel 2015 in coppia con il tuo compagno di squadra Juri Ragnoli, Bike four peaks e sempre con Ragnoli, quest’anno, avete partecipato alla swiss epic.

Franz, quali sono le abilità mentali richieste da una corsa a tappe individuale e di coppia?

 

Le gare a tappe mentalmente pesano di più delle gare singole: Dopo ogni tappa sai che devi organizzarti per recuperare dalla tappa precedente e in quel che resta della giornata devi anche darti uno spazio per analizzare con il tuo compagno e con lo staff la tappa del giorno dopo.

 

In coppia è anche importante imparare a ragionare “da coppia” non come singolo: se un atleta della coppia è meno “forte” del partner non per questo deve sentirsi un peso per l’altro, non puoi lasciare che questo pensiero ti metta sotto pressione perché quando si corre in coppia si ragiona come un tutt’uno, le strategie si fanno tirando le somme dei punti di forza della coppia, non c’è il più forte e il meno forte, c’è una coppia con i suoi punti di forza. Sentire che si è lì per combattere insieme, sentire che ciascuno dei due sta facendo del suo meglio dev’essere uno stimolo a tenere duro: essere uniti, è questo pensiero che aumenta la forza. 

Il clima creatosi all’interno del duo squadra influisce notevolmente sulla performance e così come può diventare un punto di forza eccezionale può rappresentare il più grande limite della coppia; In questi casi un lavoro di mental training rivolto ad entrambi i partner può contribuire a rafforzarne la performance di squadra.

 

 

Dal punto di vista mentale ci sono delle strategie o tecniche di mental training con cui Franz Hofer si prepara agli appuntamenti più importanti? Ci sto lavorando ancora adesso e continuo ancora a scoprire tante cose su di me, su come funziona la mia testa; penso che non esiste una ricetta migliore per tutti su come prepararsi agli appuntamenti importanti. Io ho imparato che in previsione di una gara, se la scelta dei materiali e il tipo di preparazione posso sceglierli e organizzarli mesi prima, mentalmente invece entro in ottica gara solo il giorno prima per evitare di anticipare tensioni inutili, per me è meglio così. La strategia migliore è cercare serenità nei giorni prima di ogni gara.

La mattina della gara come gestisci la tensione? Quando mi conoscevo poco non riuscivo a gestirla e questo mi ha penalizzato tanto; Lavorando con il mio psicologo dello sport ho imparato a conoscermi sotto questo punto di vista e ora riesco a fermarmi prima di crearmi troppa tensione: ho imparato a riconoscere certi comportamenti che per me sono dei segnali, mi dicono se sono troppo teso ed in quei momenti so che devo distrarre la mente su altro.

 

Come trovi la concentrazione il giorno della gara? Il giorno della gara trovo la concentrazione attraverso la calma: dalla mattina che mi alzo per fare colazione uso la tecnica di concentrarmi sul presente, trovo la calma nelle piccole cose e anche in griglia trovo la concentrazione nei semplici gesti di indossare il casco, infilare i guanti e poi mi è utile ripassare mentalmente il percorso: non è che mi rivedo tutto il percorso nella testa ma solo certi passaggi che per me sono importanti. Poi prima di partire ho delle abitudini che faccio sempre.

 

 

Molti bikers hanno delle abitudini consolidate, ben precisi gesti e movimenti che ripetuti in griglia prima dello start aiutano, talvolta inconsapevolmente, l’atleta a liberare la mente per trovare la concentrazione necessaria a partire; Individuare questi gesti e unirli in una routine è un valido aiuto per gestire la tensione pre- gara e prepararsi allo start. 

Quanto conta il clima interno al team per un biker? E cosa chiede Franz Hofer al suo team?

Il clima interno al team conta moltissimo.

Io da un team voglio la professionalità per prima cosa, poi la calma e le scelte chiare; quando c’è qualcosa che non funziona si deve parlarne tutti insieme per risolverla; quando invece tutto funziona allora si beve insieme e si ride insieme. Per me è importante che ci sia amicizia fra compagni di squadra.

 

Sei in gara e le gambe non sono al top! come fai a tenerti concentrato e motivato fino al traguardo? Mi sembra tanto semplice. Io ho un motto: finchè non siamo all’arrivo non ha vinto nessuno: Finchè sei in gara puoi sempre guadagnare qualche posizione, succede di tutto in una gara; Io anche nei risultati importanti che ho fatto non sono mai partito forte ma posizione dopo posizione sono riuscito ad arrivare davanti ed è questo pensiero che mi motiva a tener duro sempre.  Questo vale anche fra una gara e l’altra: se in una gara non sono andato bene non ci sto a pensare  più di tanto sul passato, so che dopo ci saranno altre gare, mi concentro su una gara alla volta dando sempre il massimo di quel che posso.

Consiglieresti ad altri biker di lavorare assieme ad uno psicologo dello sport per rafforzare le abilità mentali coinvolte nella performance? Assolutamente si. Lo psicologo ti aiuta a conoscere come funziona la tua testa; io tante cose prima di lavorare con il mio psicologo le ho scoperte per caso con l’esperienza e con gli sbagli, sarebbe stato meglio impararle prima.

 

 

Ringrazio Franz per aver condiviso con noi il suo pensiero e la sua esperienza e colgo l’occasione per fargli un in bocca al lupo per la sua prossima stagione nel team TEXPA Simplon, augurandogli di  portare sempre con sé la grinta, il cuore e la testa che sono tanto fondamentali per raggiungere la vittoria quanto per superare ed affrontare i momenti più difficili della carriera agonistica.