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DALL'INTERVISTA A FABIAN CANCELLARA: L’ATTEGGIAMENTO MENTALE ALLA BASE DI TUTTO!

Nell’articolo di oggi vi riporto qualche stralcio di un’ intervista trovata sul web in cui FABIAN CANCELLARA, dopo il conquistato successo alle olimpiadi di Rio 2016, sottolinea l’importanza del fattore mentale ed il ruolo di mediatore esercitato dalla mente sulle reazioni del corpo, sull’azione e sulla prestazione.

La cosa più dura è stata la sera prima della gara olimpicaracconta Cancellara Ero in camera mia, da solo, sul letto ed è iniziato tutto.

 

I dubbi nella mia mente: è la mia ultima corsa, sono le olimpiadi, voglio vincere, ma ce la farò?

 

Improvvisamente non sapevo dove andare, non sapevo cosa pensare, mi sembrava di essere alla prima corsa della mia vita.”  

 

La psicologia dello sport ha scoperto che la mente influisce sul livello di ATTIVAZIONE dell'atleta!! 

 

Dalle parole di F. Cancellara è EVIDENTE come i pensieri e i dubbi possono rendere il corpo TESO, l’animo INQUIETO, la SICUREZZA vacillante anche per un atleta che è in forma, con le carte in regola per giocarsi la vittoria!

 

Ci sono tanti momenti in cui la mente dell'atleta vaga e insinua l’INCERTEZZA di non essere pronto e da qui deriva la cosiddetta ANSIA PRE- GARA.

 

Il DUBBIO sulle proprie capacità, il VALORE della gara, l’importanza attribuita ad un’eventuale vittoria o il TIMORE di mancare l’ennesimo obiettivo, è dalla combinazione di queste e altre motivazioni che deriva l’ATTEGGIAMENTO MENTALE con cui un atleta si avvicina ad ogni competizione.

 

Per fortuna avevamo un mental coach. Gli ho mandato un messaggio- per favore vieni perché ho bisogno di fare una chiacchierata-.. abbiamo parlato di come mi sentivo, mi ha aiutato a capire che ciò che sentivo era un buon segno, mi ha tranquillizzato la nostra chiacchierata, dirmi che questa agitazione era positiva mi ha aiutato e ho dormito bene, ho ritrovato la concentrazione..

 

Per prevenire e per gestire l’ANSIA è necessario SPOSTARE l’attenzione da ciò che fa paura e dai dai dubbi a ciò che è sotto il nostro diretto controllo: tutto il lavoro fatto per arrivare fin lì, le abilità sviluppate nei mesi e  negli anni precedenti, i punti di forza pronti all’ uso, la voglia di mettere in scena la gara che è stata preparata con mente, corpo e cuore in ogni singolo allenamento, in ogni singolo gesto fino a quel giorno.

 “ Ero davvero concentrato, sono partito e ho dato tutto, tutto quello che avevo..” prosegue Cancellara

 

“mi sembrava quasi di essere una macchina che potevo spingere fino al 100 per cento come se tutto fosse pianificato, tutto era a posto.. ho cancellato tutto dalla mente, ero nel mio mondo, una specie di tunnel e volevo solo arrivare alla fine del tunnel nel modo migliore..”

 

Quando un atleta percepisce EQUILIBRIO fra le proprie capacità e la sfida da affrontare allora la chiave d’accesso allo stato di FLOW è a portata di mano.

 

Il FLOW è quel momento in cui la parte critica della mente viene messa a tacere per lasciare spazio ad un "ISTINTO CONSAPEVOLE", alla memoria scritta nel corpo, quella parte che dentro di sé sa esattamente COSA FARE e DOVE ANDARE per raggiungere l’obiettivo costruito e coccolato, giorno per giorno, nella propria mente.

 

CANCELLARA descrive bene le sensazioni associate allo stato di FLOW (o stato di grazia come lo chiamano alcuni atleti): una condizione in cui tutto scorre fluido.

 

L'atleta in FLOW è un tutt’uno mente- corpo: tutto è sotto controllo, l'atleta percepisce FORTEMENTE la sensazione che niente possa andare storto.

 

La chiave di accesso allo stato di FLOW non la si trova solo nelle gambe, si crea nella TESTA ancora prima di montare in sella alla bici.

 

Questa condizione richiede un lavoro ed ALLENAMENTO prima di tutto MENTALE.

 

Inizia ora la seconda parte della mia vita, una nuova sfida, non so ancora cosa farò, dovrò trovare nuove ambizioni, nuovi obiettivi.. è anche bello non avere risposte perché vuol dire che non è qualcosa che ho ancora nella mie mani, che devo conquistare.. sicuramente avrò più spazio a mia disposizione per vivere la mia libertà, per vivere anche il ciclismo in modo differente..

 

L’atteggiamento mentale DA CAMPIONE traspare anche nelle parole spese da CANCELLARA nel pensiero di ciò che sarà del suo futuro.

 

Fabian guarda a ciò che è nuovo, incerto, poco conosciuto e ci vede una SFIDA che non gli fa paura, piuttosto legge in questa sfida uno STIMOLO a mettere in campo le proprie abilità e a svilupparne di nuove se sarà necessario.

 

Un ATTEGGIAMENTO questo che per un atleta è fondamentale, sia in allenamento che in gara, al fine di riprendersi dalle sconfitte, dagli errori, dagli obiettivi mancati e anche per non lasciarsi “stordire” dal successo e dalla vittoria.