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L’OLIMPIADE NELLA TESTA - QUANDO UN SOGNO DIVENTA L’OBIETTIVO

“Un obiettivo è quando ogni giorno della tua vita ti svegli, lo guardi, lo desideri..

..e sai cosa devi fare.


La prova di mtb alle olimpiadi di Rio, se per alcuni bikers è ancora solo un sogno, per i quattro azzurri convocati e per tutti i pro che vi parteciperanno è invece diventata un obiettivo. Ripercorriamo la strada “dal sogno all’obiettivo” attraverso le parole (tratte da interviste pubblicate sul web) dei 4 bikers azzurri convocati alle olimpiadi di Rio.

Che differenza c’è dunque, dal punto di vista mentale, tra un  sogno ed un obiettivo? Il sogno è soltanto un’idea astratta che abbiamo in testa, che come un fantasma naviga nel nostro animo ed ogni tanto fa timido capolino alla mente trasmettendoci una momentanea sensazione di benessere “però, che bello sarebbe vincere una medaglia alle olimpiadi..”. L’obiettivo è invece lo stadio successivo al sogno, quando l’idea diventa un progetto concreto, chiaro e raggiungibile; ecco allora che il sognatore prende coraggio e quell’idea diventa cosciente, matura e nella nostra mente acquista una forma sempre più definita. 

Un obiettivo è quando ogni giorno della tua vita ti svegli, lo guardi, lo desideri e sai cosa devi fare, proprio come ci ricorda Eva Lechner in un’intervista in occasione delle olimpiadi:

“Quello che mi da veramente carica è avere i miei obiettivi sempre davanti a me. Non credo a scaramanzie, credo solo in me stessa. E per questo obiettivo sono motivata.”

E se “sapersi dare degli obiettivi” concreti e realistici è per un biker un fondamentale punto di partenza, il passo successivo consiste nello sviluppare la capacità di auto motivarsi ogni giorno, nonostante frustrazioni e difficoltà; senza dimenticare mai che è proprio lì fra i tanti tentativi, fra errori e delusioni, che nascono anche  i piccoli e grandi progressi. 

I bikers, infatti, sanno che non sempre basta definire l’obiettivo una volta per tutte e anche la strada progettata per raggiungerlo può cambiare, essere rivista in corso di preparazione! È una scocciatura ma anche questo fa parte della gara! In base alle circostanze gli obiettivi possono cambiare, devono cambiare; in base alle proprie condizioni fisiche e agli imprevisti del mestiere può essere necessario rivedere la strada per raggiungere la meta.

Senza dimenticare che talvolta la gara più grande la si corre fuori dai campi gara: mentre si prepara un obiettivo agonistico capita che la vita ti mette davanti ad ostacoli più duri e ben diversi da pietraie, radici e pendenze ripide e questo ce lo può raccontare Andrea Tiberi che dopo la scoperta del cancro e successivamente all’operazione esce da questo periodo della sua vita con una forza mentale nuova:

…Ora sento di avere una diversa consapevolezza, adesso cerco sempre di guardare ampio, di avere una visione di insieme e quello che prima vedevo come tutto ora lo considero solo una parte dell’insieme.” racconta Andrea Tiberi in un’intervista. 

L’ex campione italiano XCO racconta del momento in cui ha avuto paura e di come poi, superato quel periodo della sua vita, ha ripreso in mano il suo obiettivo agonistico; con le sue parole Andrea ci ricorda che la capacità di affrontare e rileggere gli eventi (anche quelli negativi) della propria vita allenta la tensione e genera forza mentale per affrontare nuove sfide

Da giugno sono ufficialmente nella squadra olimpica e da allora penso solo alla gara. L’ultima volta, a Londra, sono rimasto escluso come primo dei non qualificati, da allora ho avuto una continua progressione in termini di risultato e di valore atletico...” dalle parole di Tiberi si evince la volontà di vivere ogni delusione passata in termini propositivi, in quanto nella mentalità dei campioni dello sport gli obiettivi mancati non sono mai la fine di qualcosa bensì il punto di partenza verso nuovi obiettivi. Il dialogo interno dell’atleta è positivo, rivolto ai progressi fatti e focalizzato sui punti di forza con cui si appresterà ad affrontare la prova di Rio.

Anche Marco Aurelio Fontana ci ricorda il ruolo indispensabile giocato dalla mente per ottenere il massimo di sé nella prestazione olimpica:

“Per quanto riguarda la parte mentale, ai Giochi Olimpici la difficoltà maggiore è quella di arrivare concentrati, sereni e convinti dei propri mezzi, sulla linea di partenza. I fattori che influiscono sulla nostra tranquillità sono moltissimi quindi è difficile trovare l’equilibrio giusto ma è fondamentale ai fini della performance.”

Attivarsi al momento giusto e con l’adeguato grado di intensità, sciogliere le tensioni inutili, liberare energia fisica e mentale, gestire il proprio ritmo, spostare abilmente la concentrazione solo sulle informazioni rilevanti, chiudersi alle distrazioni e sentirsi sicuri di avere i mezzi e le capacità, tanto quanto gli altri bikers, per poter vincere una medaglia senza tuttavia lasciarsi soffocare dalle aspettative e pressioni, sia interne sia esterne, richiede al bikers un attento e costante piano di allenamento mentale.

Senza dimenticare “l’ingrediente segreto” che conferisce unicità, creatività  e fluidità al gesto atletico: il divertimento! Il puro piacere di correre in sella! Come ci ricorda Luca Braidot durante un’intervista rivolta a lui ed al fratello Daniele:

Il segreto è che alla fine ci divertiamo più degli altri, anche per la squadra che abbiamo.. Abbiamo la tranquillità che gli altri non hanno, forse la nostra fortuna è quella: non avere tanti vincoli e obblighi. Per ora siamo sereni ed ogni anno miglioriamo un pochino.”

Quando la tensione si allenta e prevale l’entusiasmo di sfidarsi, quando l’attivazione ti fa sentire un brivido d’adrenalina senza irrigidirti le gambe, quando sai che conta si fare un grande risultato ma hai soprattutto voglia di divertirti… è allora che ti senti libero di esprimere te stesso, e un biker che si sente libero “dal resto del mondo” è un atleta che riesce ad accedere alle sue potenzialità più nascoste per poi esprimerle nel gesto atletico con leggerezza e creatività.