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IL CIRCOLO VIRTUOSO DELL’AUTO-EFFICACIA

I SUCCESSI GENERANO FIDUCIA O  LA FIDUCIA GENERA SUCCESSI?


Domenica scorsa a Nove Mesto, nella tappa d'apertura per l'XCO, Nino Schurter si riconferma il NUMERO 1 della specialità cross country.

 

"La forza della mente è la chiave del successo" afferma il biker svizzero "Non conta solo il fisico nella vita di un atleta, ma la parte psicologica è altrettanto importante e NON C'è NIENTE DI MEGLIO DI VINCERE PER ACQUISTARE FIDUCIA".

 

Interessante quest'affermazione in cui Schurter, non soltanto riconosce il ruolo fondamentale giocato dalla mente nella performance, bensì il biker svizzero mette ben in evidenza anche un aspetto chiave del concetto di AUTO- EFFICACIA.

 

L'AUTO- EFFICACIA è la fiducia che l'atleta nutre nei confronti delle proprie capacità.

 

Ed è proprio vero quel che dice Nino!

Non c’è niente di meglio di una VITTORIA per aumentare la fiducia nelle proprie capacità!

 

Lo stesso è vero anche al contrario: le continue sconfitte ed i mancati obiettivi possono generare ed ALIMENTARE demotivazione ed insicurezza, indebolendo inesorabilmente la percezione di AUTO- EFFICACIA dell'atleta.

In entrambi i casi ciò che può innescarsi nella mente dell'atleta è un vero e proprio CIRCOLO VIZIOSO che rischia di generare “profezie che si auto- avverano”.

 

Dopo ripetuti fallimenti, infatti, può cambiare l’atteggiamento mentale con cui l'atleta si avvicina alla prestazione successiva.

 

L’insicurezza (basso livello di auto efficacia) allora non è più solo nella sua testa bensì può tradursi in comportamenti CONCRETI quali minor impegno, percezione di stanchezza fisica e tensione.

 

Capita, in balia di queste sensazioni, che l'atleta  si “lasci un po’ andare” come se ormai non credesse più nel suo obiettivo ed è questo, purtroppo, lo spirito con cui l'atleta finirà per allenarsi ogni giorno, con cui proverà i percorsi di gara, queste le sensazioni che porterà con sé quando va’ a dormire. 

 

Muovendo l’ATTENZIONE verso ciò che non va’, come se fosse una condizione immutabile, l'atleta  si rende ARTEFICE delle sue insicurezze, le rende reali.

 

Le parole di Nino mi ricordano che questo meccanismo psicologico funziona anche all’ opposto.

 

I SUCCESSI, gli obiettivi RAGGIUNTI infatti fanno sentire l'atleta più SICURO e questa percezione lo porterà ad impegnarsi sempre più negli allenamenti, a studiare le strategie di gara con più attenzione ed interesse.

 

La percezione di elevata  AUTO EFFICACIA può aumentare anche la tolleranza verso la fatica.

 

In gara, a parità di livello atletico, più l'atleta si sentirà SICURO di sé e più a lungo potrà resistere rispetto ad un atleta insicuro delle sue capacità.

 

L’auto- efficacia rappresenta una caratteristica VINCENTE dell’ atteggiamento mentale degli atleti.

 

Tornando a Nino, è interessante notare come il biker svizzero nelle sue parole abbia colto il potenziale psicologico innescato dal circolo virtuoso dell’auto- efficacia. 

E così come aumenta la FIDUCIA del vincitore, di riflesso FOMENTA anche il timore degli altri atleti, gli avversari, quelli che da tempo sono a digiuno di vittoria.

 

In questi casi a livello mentale, a seconda della personalità dell'atleta, la percezione di auto- efficacia può subire un calo repentino con conseguenti dubbi e pensieri di insicurezza.

 

Attenzione però, conquistare la vittoria non è il solo modo possibile per NUTRIRE la propria percezione di AUTO EFFICACIA!

 

Una vittoria in classifica la si può perdere per un’infinità di motivi, anche indipendenti dall’ atleta, ciò che conta davvero per nutrire l’auto-efficacia è il raggiungimento dell’OBIETTIVO DI PRESTAZIONE, ovvero la sensazione di “esserci con tutto sé stesso” e di avere concrete possibilità e mezzi pronti per conquistare la meta.